35 Sicurezza decisamente positivi da quelli del secondo, che ha visto i differenti comparti in perdita. Insomma, la flessione nel mercato security era cominciata già pre-Covid, anche se in termini annuali il comparto ha registrato un dato positivo. A livello di singoli settori, la videosorveglianza ha avuto la performance migliore con un + 7%; l’antincendio ha avuto una crescita pari al 2,1%; il controllo accessi si è attestato su +1%, mentre hanno invece subito una forte stasi, che è stata praticamente una perdita nel secondo semestre, l’antintrusione e la building automation, che si sono attestate intorno al +0,3/0,4%. Sono dati che danno una visione generale dello scenario, ma dobbiamo anche considerare quegli ambiti che noi come Associazione non indaghiamo, cioè la cybersecurity e la protezione dei dati, che continuano ad avere trend positivi. Importante tanto quanto i numeri è infine analizzare le tendenze che il mercato continua a mostrare. Ne parlo da più di due anni, ma la convergenza digitale è ormai un dato di fatto, un vero driver per il settore. I sistemi integrati tra ambiti limitrofi sono ormai sempre più diffusi e la contaminazione è un fattore positivo da cavalcare. Riguardo all’export devo purtroppo segnalare una leggera perdita, da attribuire in parte alla Brexit. iFerr: Quale è stato l’impatto del Covid-19 sul comparto? G.I.: Per nostra fortuna, l’emergenza Covid ha avuto sul mercato della sicurezza un impatto meno devastante che su tanti altri. Ritengo si possano dividere i settori in due tipologie: quelli in cui una fetta importante di fatturato purtroppo è andata persa e quelli in cui non si può parlare di perdita, ma di blocco, e la security è, fortunatamente, tra questi. Semplificando, un ristoratore che non ha visto clienti per due mesi, non potrà recuperare tutto quello che ha perso durante la chiusura, mentre un cantiere che si è fermato per la pandemia ora è ripartito e la vera sfida è recuperare il tempo perso. Di sicuro la situazione non è a impatto zero, perché la ripresa stessa prevede una serie di problemi anche per chi, come noi, sta riprendendo. Prima di tutto il problema logistico, perché gestire le risorse e il personale per far ripartire tutto insieme quello che è restato bloccato non è semplice. La seconda problematica è legata alla natura stessa dell’attuale situazione economica, dove tutto è interconnesso. Per quanto la crisi possa avere in parte risparmiato le nostre aziende, in alcuni casi non ha risparmiato i loro
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