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La sicurezza del futuro

La sicurezza, la protezione dei beni e delle persone, è una priorità dell’uomo che parte da molto lontano e che nel corso dei secoli si è evoluta in virtù di nuove esigenze e anche di nuovi strumenti e tecnologie sempre più intelligenti, connesse, interattive e user friendly.

Naturalmente alle origini, e poi per più di duemila anni, tutta la sicurezza e la tutela di patrimoni e persone, si è basata sulle classiche tradizionali protezioni fisiche e meccaniche. In cima a tutto: portoni serrature e lucchetti, prime protezioni contro effrazioni furti e malintenzionati di ogni ordine e grado.

L’uomo però è tendenzialmente bricconcello, pigro e amante delle comodità. Da un lato vuole essere al sicuro protetto e tranquillo, dall’altro si scoccia di dover gestire l’apertura quando necessario. Così, già nell’epoca più remota, si erano studiati sistemi ingegnosi per comandare a distanza le aperture.

In Emilia Romagna ad esempio, nelle case di campagna, era montato il cosiddetto Tiro: un sistema di carrucole con filo, capaci di movimentare maniglia e serratura della porta d’ingresso, per permetterne lo sblocco a distanza, con conseguente apertura da remoto del varco.

È agli inizi del ‘900 che tutto cambia. Con l’elettricità, appaiono sul mercato i primi sistemi elettromeccanici che, grazie a un impulso elettrico, consentono di sbloccare elettricamente e a distanza le serrature, per aprire con comodo da remoto porte e cancelli. È il primo passo di un’autentica rivoluzione, nel mondo delle serrature in particolare, e della sicurezza in generale, che vedrà nel giro di pochi anni anche questo ambito travolto dall’onda lunga e pervasiva delle moderne tecnologie.

Dal semplice impulso elettrico che sblocca un solenoide, si passa a un equipaggiamento più complesso: un vero e proprio sistema che muove le leve della serratura o ne sblocca i meccanismi, perché attivato da un comando elettronico. È il momento della meccatronica, delle prime serrature intelligenti, capaci di sentire rispondere e interagire con un codice elettronico. Le chiusure, anche quelle domestiche, iniziano a funzionare come autentici varchi in grado di operare come controlli d’accesso. A sbloccare le serrature, non più solo chiavi meccaniche, ma anche codici, chip e microchip, sistemi biometrici, programmabili in funzione di giorni orari e relative abilitazioni.

Adesso le serrature sono meccaniche, ma anche elettroniche ed intelligenti. E in un’era di tecnologia semplice e diffusa, imparano anche a parlare con i dispositivi più comune familiari, per il consumatore medio: gli smartphone, ovvero i telefoni mobili di moderna generazione. Nascono così le smartlock, le serrature che si comandano e governano direttamente col telefonino, in maniera semplice e intuitiva.

Ma che ne è della loro sicurezza? E quali le difficoltà per chi le deve proporre, vendere, applicare?

A queste domande, solo dei veri esperti possono rispondere sul serio. Così, è a dei veri esperti che ci siamo rivolti: Rocco Vitali (ISEO) e Ernesto Santini (Legrand-BTicino).

Scopri di più nell’articolo completo: (link approfondimento iKey 5)