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Le nuove frontiere dell’antitaccheggio

Tra le soluzioni proposte da Checkpoint Systems per ridurre le perdite dovute ai furti nei negozi c’è la cosiddetta “protezione alla fonte”. Ecco di cosa si tratta.

Quanto costano i furti ai rivenditori italiani ogni anno? Secondo i dati raccolti all’interno dello “Studio sulla sicurezza del retail in Italia” (condotto da Crime & Tech dell’Università Cattolica di Milano in collaborazione con il laboratorio per la sicurezza e con il contributo di Checkpoint Systems) solo nel 2017 si sono persi 2,3 miliardi di euro a causa del taccheggio. Una realtà che non conosce distinzioni geografiche: se la prima provincia per entità dei furti è Agrigento, seguono infatti Parma, Como e Siena. E, allora, come ci si può difendere dai furti?

La soluzione è la protezione alla fonte, ossia il processo che prevede l'applicazione precisa delle etichette antitaccheggio in fase di produzione e che rappresenta una soluzione antifurto efficace per entrambe le parti coinvolte. Per i retailer avvalersene significa portare efficienza all'interno del punto vendita perché i dipendenti possono rifornire gli scaffali più velocemente, senza doversi occupare anche dell'applicazione delle etichette e garantire quindi una maggiore disponibilità dei prodotti. Allo stesso tempo, le etichette applicate alla fonte, e quindi sigillate all'interno della confezione, rendendo più difficile la loro rimozione o gli atti vandalici, e possono quindi contribuire alla riduzione delle perdite e delle differenze inventariali.

“Nei casi in cui la protezione alla fonte è stata applicata in maniera efficace, si osserva un aumento costante della disponibilità a scaffale, perché i retailer hanno fiducia nell'esporre e vendere i prodotti”, ha affermato Alberto Corradini, Italy Business Unit Director di Checkpoint Systems.

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